PAOLA CAPETTI

fotografia

 

SILVIA SANGALETTI

pittura

 

FRANCESCO PANCERI

scultura

 

Sala S.Maria di Porta Ripalta (ex Chiesa)

via Matteotti, 47

Crema (CR)

 
INAUGURAZIONE:

Sabato 15 giugno alle ore 18.33

ingresso libero

 

dal 15 al 30 giugno 2013

sabato dalle 17.00 alle 19.00

domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00

 

su appuntamento: +39 339 8476731

 

un evento in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e alle Manifestazioni del Comune di Crema

 

 

PAOLA CAPETTI

http://paolacapetti.tumblr.com/

(Crema,1985)

Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e dopo alcune esperienze nell’ambito teatrale, rivolge la sua attenzione al medium fotografico, sviluppando una ricerca personale volta ad indagare i temi della memoria, del sogno e del tempo, tramite l’ausilio di vari materiali, quali:  lettere, cartoline, diari, oppure traendo spunto dalla letteratura.

Le opere esposte fanno parte della serie di polaroid Sogno lucido, dalle  quali emergono terre e visioni dell'inconscio, paesaggi onirici e creature ancestrali. 

Sono memorie impalpabili, apparizioni, flash.

 

 

SILVIA SANGALETTI

www.silviasangaletti.altervista.org

Silvia è nata l’8 Marzo del 1986 a Orzinuovi (Bs), Italia. Nel 2008 si è diplomata in Pittura presso l'Accademia Di Belle Arti di Brera, Milano. Ha frequentato un corso di specializzazione di Decorazione nel 2009 e nel 2012 si è poi diplomata in Restauro presso l'Accademia di Brescia. Dal 2012 lavora nel laboratorio artistico "Le Officine dell'Arte", nel quale dipinge, restaura opere d’arte e recupera vecchie cose e arredamenti. Vive a Orzinuovi e lavora a Soncino (Cr).

 

La tematica principale è fondata sul corpo e sull’ossessione dell’essere, inteso da un primo livello individuale a quello sociale. Il corpo viene trattato come materia sensibile al vissuto e alle esperienze. Pertanto viene plasmato da sentimenti ed emozioni le quali sono contenute al suo interno, caratterizzandone l’aspetto figurativo. La fisicità, la carne, la pesantezza della materia di cui il corpo è composto si fanno sempre più evanescenti, verso una dimensione leggera e silenziosa dell’immateriale. Dal corpo all’anima. Una dimensione interiore e privata che rappresenta un costante rapporto con la ricerca di mantenere una propria identità per salvaguardare la salvezza e la felicità in una contemporaneità estraniante.

Il richiamo all’Oriente nei dipinti viene pertanto inteso come possibilità di dialogo e unificazione della nostra persona grazie a livelli spirituali che viaggiano al di sopra del benessere materiale e fisico.

 

 

 

FRANCESCO PANCERI

www.francescopanceri.it

Nasce nel 1976 a Crema. Frequenta il Liceo Artistico di Crema. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 2000 (Sezione Scultura) con il Professor Giancarlo Marchese.

Attualmente insegna discipline plastiche ed educazione visiva al liceo artistico Bruno Munari di Crema. Molte delle sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche a: Pisa, Crema, Cremona, Ascoli, Chieti, Urbino, Udine, Milano, Roma, Germania, Olanda, Belgio, Albania, Cina, Giappone, Polonia, Siria, India, Slovenia... Vive e lavora a Crema.

 

Le opere esposte fanno parte della ricerca di Panceri sullo studio del cubo.

Il cubo è inteso come elemento principale della grammatica della forma, elemento base della costruzione. 

Il cubo si decostruisce, si frammenta, mantenendo il suo modulo generatore, si fa costruzione altra, nel suo scomporsi trova un equilibrio tra caos e cognizione.

Il cubo si fa casa, si fa nido,  attraverso elementi assemblati che generano la struttura. Le aperture come finestre, svelano il ventre interno della casa nido, come il legno aperto e spaccato si mostra nelle fibre vive e tese della sua anatomia.

La struttura stessa del cubo si fa protezione per il cubo al suo interno, si fa limite e spazio per un habitat a sua volta limite e spazio. Il cubo si delinea e si rigenera proiettato in un tempo eterno.

La struttura si complica si arrampica su se stessa e si ritrova divaricata fra aperture e pareti di carta, limite sottile fra il vuoto e il pieno fra lo stare dentro e lo stare fuori, tutto è legato allo spazio

 

 

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