testalino_q3_4_zampe_2012

mostra di pittura, scultura, fotografia

 

espongono:

 

Valentina Zanzi, Fiorella Fontana e Silvia Trappa

 

presso la Cittadella della Cultura a Crema -CR-
sala Francesco Agello, Piazzetta Winifred Terni de' Gregori, 3

 

Inaugurazione giovedì 5 luglio ore 20.33

 

aperture dal 5 al 15 luglio 2012
venerdì, sabato e domenica dalle 20 alle 23

ingresso libero

L’associazione culturale Quartiere 3, per la quarta volta, rinnova il consueto momento artistico estivo negli spazi della Cittadella della Cultura.

Come ogni anno, la mostra si struttura come una tripla personale: tre artisti, che approfondiscono nella loro ricerca tre espressioni artistiche differenti, coabiteranno gli spazi della sala Francesco Agello.

In quest’occasione L’Associazione Culturale Quartiere 3 instaura una collaborazione con il Rifugio Enpa - Canile di Crema, ritenendo necessario, ancor più nel momento estivo, spostare l’attenzione e muovere la sensibilità del pubblico sui nostri amici a quattro zampe e su una struttura così fondamentale per il nostro territorio. Durante l’inaugurazione e le serate di apertura sarà presente un banchetto con materiale di Quartiere 3 e materiale Enpa. Le offerte raccolte saranno interamente devolute al Canile di Crema.

Le artiste che esporranno uno spaccato del proprio lavoro sono Fiorella Fontana, pittrice, Silvia Trappa, scultrice e Valentina Zanzi, fotografa. Tre artiste che, nella loro ricerca, si avvicinano, ciascuna in modo assolutamente personale, a tematiche sempre più presenti nella giovane arte contemporanea: l’analisi critica di una cultura e di un vivere sociale che ci hanno sempre più allontanati dalle nostre radici, dalla nostra condizione profonda di esseri viventi inseriti nella natura e nei suoi cicli e, l’anelito per un recupero, non nostalgico, ma positivo e rivolto al futuro, di una condizione ancestrale, maggiormente rispettosa della nostra essenza, della nostra espressione creativa e di un nostro universo interiore libero da aride sovrastrutture. In questo senso di attenzione alla vita (anche alla nostra vita!) ci sembra ben si inserisca una riflessione sul rispetto degli esseri più indifesi che accompagnano le nostre esistenze e che troppo spesso, purtroppo, diventano nostre vittime o vittime di un reale che l’uomo ha prima distrutto e poi ricreato esclusivamente a sua misura. L’augurio di Quartiere 3 è che, attraverso una riflessione che scaturisce dall’arte contemporanea e dalla capacità delle artiste di compiere un’indagine lucida e attuale sul nostro essere nel mondo e nel tempo, il ragionamento scivoli anche sul rispetto di ogni forma di vita e ci porti a domandarci in che modo ognuno di noi possa fare qualche cosa per rendere la nostra presenza su questa terra più leggera. Leggera per tutto ciò che sta fuori di noi e leggera e libera anche per noi stessi.

 

 

fiorella fontana particolare


 

Fiorella Fontana
Nubi di grafite ed esseri in metamorfosi

fiorellafontana@gmail.com

 

Le opere pittoriche di Fiorella Fontana sono eteree alchimie, tele in cui nubi rarefatte di grafite si addensano per generare cosmi: l’espansione del Tutto racchiusa in un frammento bidimensionale. L’artista pesca i temi e le suggestioni nel pozzo buio dell’inconscio collettivo, andando a ricercare il significato originario e luminoso dei simboli e degli archetipi.

I personaggi che popolano le sue opere sono esseri in metamorfosi, metà donne o uomini e metà animali. Ritorna costantemente il capro, l’essere cornuto che, nel trascorso di molte culture, è associato al femminile, poiché le sue corna rimandano alla luna. La donna, con il vaso rosso del suo ventre che si riempie e si svuota e sanguina senza ucciderla, è la personificazione della luna, che, attraversando ciclicamente le sue fasi, riesce a morire, a rinascere e a gonfiare e sgonfiare il grembo dei mari. Il capro è stato solo in tempi più recenti associato al male e alle forze demoniache. Fiorella scava, riscopre e porta in superficie l’antica armonia pànica, in cui tutti gli opposti si compongono e amplificano il loro significato e la loro potenza fondendosi l’uno nell’altro. Le sue figure, che appaiono quasi impercettibilmente in una foschia di segni, come se fossero scritti dalle nebbie del sottobosco, sono un amalgama di carne e ossa. Il teschio lunare del capro, che ricorre e si congloba ai tratti dei volti, esplicita una metamorfosi. Fiorella crea come creava un tempo la Huesera, o La Loba, la donna che, per diversi popoli americani, raccoglieva ossa per poi, con i prodigi della sua arte e della sua voce, ricoprirli di muscoli e mutarli in nuovi e gioiosi esseri viventi.

La pittrice sceglie di insistere sulla testa come chiave di volta della trasformazione uomo-animale, per annullare lo sterile contrasto tra ragione e istinto. La sua opera recupera la saggezza selvaggia di Pan, il nume che, nella mitologia greca non viveva lontano, tra le nubi dell’Olimpo, ma preferiva il contatto con la terra e i profumi delle foreste. Era una dio indomito, mezzo uomo e mezzo capro, che racchiudeva in sé la risoluzione di tutte le dicotomie, “Pan” infatti, significava il Tutto.

La ricerca artistica di Fiorella sembra sciogliere, in modo riflettuto ma spontaneo, il complicato enigma della contrapposizione tra l’uomo e la natura, dove l’uomo si limita a depredare, saccheggiare e violare quanto lo circonda senza più ascoltare la propria ricchezza istintuale, la propria antica sapienza selvatica. La strada che ci invita a percorrere è quella di portare la natura e la nostra autentica memoria antropologica dentro di noi per poterci sentire ancora una piccola e, al tempo stesso poderosa parte dell’Universo.

Natalia Vecchia

 

 

 

silvia trappa particolare

 

Silvia Trappa

Vedere al di là per cogliere l’essenza

www.silviatrappa.com

 

Freschezza nel segno e linearità nel messaggio sono le due parole chiave delle opere di Silvia Trappa.

I primi approcci scolastici hanno portato l’artista al consueto studio del naturalismo che, obbligandola a dover copiare la realtà in modo fedele, l’ha spinta a cercare una personalissima dimensione in cui esaltare le caratteristiche individuali di ogni persona. Da qui ha origine la voglia dell’artista di togliere il superfluo, quello strato inutile che impedisce di comprendere a fondo la nostra essenza.

Illuminanti gli studi a Carrara presso l’Accademia di Belle Arti e la partecipazione allo Scambio Universitario che l’ha portata per ben sei mesi in Giappone , dove ha scoperto un Mondo ordinato, preciso e naturale che le ha permesso di vedere la realtà con occhi nuovi. Nasce nell’artista un forte bisogno di indagare la società per scoprire il ruolo e le caratteristiche di ogni soggetto rappresentato. Inizialmente l’attenzione della Trappa viene rapita dagli anziani e dalla senilità. Trascorrendo interi pomeriggi alla Casa di Riposo di Orzinuovi (paese natale), dove ha la possibilità di conoscere e ritrarre numerosi nonni, trova i giusti soggetti che le daranno modo di far evolvere il disegno in sculture di creta o gesso.

In questo particolare periodo l’artista ricerca la vita vissuta, i dettagli delle espressioni, delle rughe, lavora sul modellare la materia per aggiungere e creare dettagli che denotino meglio la personalità della figura.

Il passaggio dal modellare la materia allo scarnificarla per mostrarne l’essenza, avviene con l’avvento degli Angeli, emblema del ‘credere in ciò che non si può vedere’. Questa serie di sculture di piccole dimensioni vuole sottolineare quanto sia prezioso questo Mondo etereo mentre il materiale (ceramica) ne mostra la fragilità. Spostare l’attenzione sulle persone reali è stato il passo successivo che le ha permesso di scoprire la capacità ‘di vedere al di là’ che alcuni individui hanno.

L’ingenuità dei bambini che non devono sottostare ai limiti imposti dall’educazione, la saggezza che risiede nelle parole di un anziano e la visione surreale della vita che trasmettono le persone emarginate, sono stati i primi poli attrattivi della sua curiosità. Partendo dalla rappresentazione della persona con un disegno fatto rigorosamente a biro, pennarelli e acquarello secco, la Trappa studia la postura, gli atteggiamenti abituali e la gestualità più caratterizzante, che le permetteranno di descrivere meglio la persona in questione e la renderanno immediatamente riconoscibile. Da qui la bozza in creta, il calco in gesso e la realizzazione finale dell’opera in resina, materiale che le permette di imprimere ogni dettaglio e facile da lavorare. I soggetti sono persone comuni, ma uniche nella loro quotidianità, che hanno appunto il dono del ‘vedere al di là’ occupando il loro spazio vitale seguendo uno speciale equilibrio.

L’ultimo tema di studio della Trappa è la ‘Pubertà’ periodo di transizione dall’età infantile all’età adulta, momento topico della vita umana in cui si è ancora innocenti (rappresentato dalle nudità e della resina del tronco), ma si inizia ad entrare in contatto con la realtà (contrasto caratterizzato dal ferro delle gambe e del piedistallo).

Benedetta Zuccotti

 

 

valentina zanzi particolare

 

Valentina Zanzi

Cicli interiori e binari morti

valentina.zanzi@yahoo.it

 

Le opere presentate dalla fotografa Valentina Zanzi sviluppano, in sottofondo, il tema universale della ciclicità, ciò che permette agli equilibri della natura e del tempo di fluire, di continuare a generarsi e a distruggersi, per poi generarsi di nuovo. L’analisi concettuale dell’artista traduce in immagini narrative due declinazioni di flusso circolare degli eventi: nel lavoro riflessioni sulla distanza _210 Valentina si sofferma sulla capacità della memoria, dei nostri occhi psichici di dare nuova vita alle reminiscenze delle persone che sono trascorse nella nostra vita. Il concetto viene espresso attraverso una ricerca sulle tecniche di stampa analogica: la parte del tempo che divora e precipita nell’ombra i tratti dei volti noti viene affidata alla luce che scolora le stampe non fissate. Le fasi di questa dissolvenza di forme vengono fotografate dall’artista. Valentina osserva poi che, quando la distanza temporale ha inghiottito il ricordo fino a lasciare in noi solo delle lievi tracce nell’oscurità, la nostra mente, il nostro potente sguardo interiore, quello connesso alla nostra anima, inizia a portare alla luce immagini nuove. La persona che si è staccata per sempre da noi comincia a vivere una rinascita e si ricompone in modo sorprendete nel nostro profondo per poi continuare a passare attraverso nuovi abbandoni e nuovi risvegli nella nostra memoria.

La nostra forza interiore che ci rende parte di cicli, nonché generatori di cicli noi stessi è, tuttavia, messa in crisi dagli ingranaggi della nostra società. Nella seconda opera, il video il giorno ci insegue da subito, ci porta dove non vorremmo andare, ci copre gli occhi, ci toglie il fiato, il sole è sempre la prima delle meraviglie, siamo stanchi e obbediamo. Poi arriva la sera, e si ciba di noi (vuoti di lavoro), e le fotografie da esso derivate, Valentina osserva artisticamente una giornata di un giovane uomo di città per avviare una riflessione su un sistema culturale che sembra aprirci possibilità e darci sicurezze, invece dissemina le nostre vite di trappole pericolose in cui è facile rimanere incastrati. Il ciclo, con la sua naturale progressione fatta di perdite di stati, di modi d’essere, di situazioni, che servono da radici allo sviluppo di nuovi percorsi e di nuove età della vita, non è più una forza necessaria e propulsiva. La sua vitalità si scarica e si trasforma in un meccanismo grottesco e perturbante di loop. Le persone si trovano agganciate ad un binario morto che gira su se stesso e che non le porterà mai in alcun altrove. Lo smarrimento dei cicli vitali che ci permettono un vivere sociale comunque inserito nei ritmi della natura è una condizione piuttosto diffusa, infatti l’artista intervalla le azioni routinarie del protagonista a evanescenze di un viavai generico: pendolari costretti ad un moto inutile e vuoto, prigionieri del nostro presente.

Natalia Vecchia

 

 

 

in collaborazione con

Assessorato alla Cultura - Comune di CremaRifugio Enpa - Canile di Crema - Sezione Cremona

 

 

 
 
 

soci sostenitori:

Charly Pasticceria - Bagnolo Cremasco -CR-
Panificio Bettinelli - Bagnolo Cremasco -CR-

 
 
 
 

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