di Anna Mainardi & Maria Antonietta Rossi

05.06.2010 - 13.06.2010

c/o Studio d'Arte via Quartiere, 3
Castelleone CR
 
Le opere impure. Questo a mio avviso potrebbe essere una sorta di sottotitolo di questa mostra, significativamente tutta al femminile. Qui infatti si incontrano forme compresse, schiacciate, quasi offese, figure attonite, colte mentre cercano un varco nella complessità delle relazioni umane. Il varco è per definizione un passaggio di solito non agevole. Aprirsi un varco non indica un’azione facile, quanto piuttosto un’operazione faticosa, fisica che richiede un mettersi in contatto, un contaminarsi, con le cose, con l’altro. Questa contaminazione, questa vischiosità, questo essere nelle cose e non fuori da esse è nello spessore nella densa fisica emozione di queste A fianco troviamo il desiderio del volo. Il volo è movimento nell’aria di un corpo dovuto a slancio a spinta o alla semplice forza di gravità. Uno slancio appunto, in lotta con la gravità. Ma quanto sono pesanti, materiche, queste ali, quanto radono terra? Anche queste figure non sono fuori dalle cose, dalla concretezza. La pittura e la scultura non si distinguono, ma si mescolano, anche loro si contaminano.
E’ anche questa una impurità, un mescolarsi delle opposizioni in una realtà fatta di colori, di materia, di vita insomma. E questa mescolanza, questa materia indistinta, che però racchiude anche la forma, quasi prima che questa si faccia forma, di certo prima che venga definita forma, o meglio prima che venga definita in qualche modo, suggerisce un vissuto quanto mai corporeo, denso, quindi marcatamente e intensamente femminile.
 
 
 

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